Un'impresa di movimento terra e demolizioni con 30 dipendenti e 45 mezzi: escavatori, pale gommate, autocarri, due gru su camion. Davide è il responsabile del parco mezzi. Lavora tra l'ufficio e il piazzale, e passa buona parte della giornata al telefono.
Un lunedì l'escavatore più grande si ferma in un cantiere a quaranta chilometri. L'officina esterna chiede tre cose: la matricola, le ore segnate dal contaore, la data dell'ultimo cambio dell'olio idraulico. La matricola è su una targhetta sporca di fango. Il contaore lo legge l'operatore. L'ultimo cambio olio sta in una fattura dell'officina, archiviata da qualche parte in amministrazione.
Poi serve il codice del filtro. Il manuale del costruttore ha quattrocento pagine, e la copia cartacea è nella cabina di un altro escavatore. Davide trova il codice dopo un'ora, su un vecchio preventivo. L'officina ordina il pezzo e il mezzo resta fermo un giorno in più.
Non è sfortuna. Le informazioni su ogni mezzo esistono, ma sono divise tra il libretto in cabina, le fatture delle officine, le mail dei fornitori e la memoria di chi c'era. Ogni volta qualcuno le ricompone a mano.