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Come finanziare il progetto: voucher, contributi e agevolazioni

Voucher, contributi regionali, agevolazioni fiscali e formazione finanziata per digitalizzazione e AI nelle imprese: stato di ogni misura e fonte ufficiale.

In breve. Un progetto di digitalizzazione o di intelligenza artificiale può essere sostenuto da misure pubbliche: voucher delle camere di commercio, contributi della Regione, un voucher nazionale per servizi informatici e sicurezza, l'iperammortamento sui beni digitali, la Nuova Sabatini, Smart&Start per le startup innovative e la formazione pagata dai fondi interprofessionali. Ogni misura ha requisiti, finestre e spese ammesse diverse. Qui trovate lo stato di ciascuna al 29 settembre 2026, con il link alla fonte ufficiale.

Scaletta

  • Aggiornamento e avvertenza
  • Le misure in una tabella
  • Voucher delle camere di commercio
  • Contributi della Regione Lazio
  • Voucher nazionale per servizi informatici e sicurezza
  • Iperammortamento sui beni digitali
  • Nuova Sabatini
  • Smart&Start Italia
  • Formazione finanziata
  • Misure chiuse o non più attive
  • Come vi aiutiamo
  • Domande frequenti
  • Come si parte
  • Fonti

Aggiornamento e avvertenza

Pagina aggiornata al 29 settembre 2026, verificata sulle fonti ufficiali indicate accanto a ogni misura. Non è consulenza fiscale né finanziaria. Bandi e agevolazioni cambiano spesso: date, dotazioni e requisiti vanno sempre controllati sull'avviso ufficiale prima di impegnare una spesa. Le cifre riportate sono quelle scritte dalla fonte; dove la fonte non dice qualcosa, non lo diciamo nemmeno noi.

La domanda la presenta l'impresa, di persona o tramite il suo commercialista o consulente. Noi non presentiamo domande e non promettiamo che il contributo arrivi: l'esito dipende dall'ente, dai requisiti dell'impresa e, nei bandi a sportello, anche dall'ordine di arrivo e dai fondi rimasti.

Le misure in una tabella

MisuraPer chiCosa copreStato al 29/09/2026Fonte
Voucher Doppia Transizione, Camera di commercio di RomaMicro, piccole e medie imprese con sede o unità locale a Roma e provinciaConsulenza, formazione e beni per tecnologie digitali, compresa l'intelligenza artificialeChiuso: le domande si presentavano dal 15 al 22 settembre 2026Camera di commercio di Roma
Voucher Digitalizzazione PMI 2026, Regione LazioPMI con sede operativa nel LazioDiagnosi digitale, strumenti di lavoro digitali, commercio digitale, migrazione su server remoti, sicurezza informaticaIn apertura: domande dal 30 settembre al 29 ottobre 2026Lazio Innova
Voucher per servizi informatici a distanza e sicurezza, Ministero delle ImpresePMI e lavoratori autonomiProgrammi in abbonamento, anche con funzioni di intelligenza artificiale, e sicurezza informaticaIn arrivo: domande dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027MIMIT
Iperammortamento (Piano Transizione 5.0)Tutte le imprese residenti in ItaliaBeni materiali e immateriali nuovi per la trasformazione digitale, compreso il software degli allegatiAttivo per investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028MIMIT
Nuova SabatiniPMI iscritte al Registro delle impreseFinanziamenti per macchinari, hardware, software e tecnologie digitali nuoviApertaMIMIT
Smart&Start ItaliaStartup innovative giovani e squadre che le costituisconoPiani d'impresa ad alto contenuto tecnologico, compresa l'intelligenza artificialeAperta a sportelloInvitalia
Fondi paritetici interprofessionaliImprese con dipendenti aderenti a un fondoFormazione continua del personaleSempre attivi tramite adesione; finanziamenti secondo le regole di ciascun fondoMinistero del Lavoro

Voucher delle camere di commercio

Le camere di commercio finanziano da anni la digitalizzazione delle piccole imprese con voucher a fondo perduto, attraverso i Punti Impresa Digitale. A Roma il bando Voucher Doppia Transizione 2026 copriva il 70% delle spese ammissibili, fino a 10.000 euro per impresa, con un investimento minimo di 3.000 euro e premialità che portavano il tetto fino a 11.500 euro. La dotazione era di 10 milioni di euro e le domande si presentavano in ordine di arrivo.

Per quest'anno la finestra è chiusa: si presentava dal 15 al 22 settembre 2026. Resta utile per due motivi. Il primo: le camere ripropongono bandi simili ogni anno, con regole spesso vicine. Il secondo: il requisito d'accesso era un'autovalutazione digitale dell'impresa, fatta nei tre mesi prima della domanda. È un'attività gratuita che si può fare con il Punto Impresa Digitale della propria camera e che conviene avere pronta prima che il bando successivo apra.

Tra le spese ammesse c'erano consulenza e formazione sulle tecnologie digitali elencate nel bando, tra cui l'intelligenza artificiale, i gestionali, la sicurezza informatica e il commercio elettronico. Il bando escludeva chi aveva già ricevuto contributi dalla stessa camera nei tre anni precedenti.

Contributi della Regione Lazio

Il Voucher Digitalizzazione PMI 2026 è la misura regionale più vicina ai progetti di cui ci occupiamo. Il formulario è disponibile dal 25 settembre 2026 sulla piattaforma della Regione e le domande si inviano dalle 12 del 30 settembre alle 17 del 29 ottobre 2026. La dotazione è di 15 milioni di euro del programma europeo di sviluppo regionale.

Gli interventi ammessi sono cinque: diagnosi digitale, applicazioni per il lavoro digitale, commercio digitale e relazione con i clienti, migrazione dei servizi su server remoti, sicurezza informatica. Il contributo si calcola con importi fissi per tipo di intervento, indicati nell'avviso. Il contributo minimo è di 14.000 euro; il massimo è di 50.000 euro per le microimprese, 100.000 euro per le piccole e 150.000 euro per le medie.

Un'avvertenza pratica: la pagina dell'avviso non nomina l'intelligenza artificiale tra gli interventi. Un assistente che risponde ai clienti o un sistema che prepara documenti può rientrare in una delle cinque voci solo se l'avviso lo consente. Va verificato riga per riga, con il consulente che presenta la domanda, prima di costruire il progetto attorno al contributo.

La Regione ha annunciato anche un bando per le filiere tecnologiche, con il digitale e l'intelligenza artificiale tra i settori. Al 29 settembre 2026 non è ancora aperto e riguarda filiere guidate da grandi imprese o centri di ricerca, con le PMI al seguito.

Voucher nazionale per servizi informatici e sicurezza

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha previsto un voucher per le PMI e i lavoratori autonomi che acquistano servizi informatici in abbonamento e strumenti di sicurezza informatica. È la misura nazionale che cita in modo esplicito l'intelligenza artificiale: tra le spese ammesse ci sono le soluzioni di produttività aziendale con funzioni di intelligenza artificiale, oltre a contabilità, gestione del personale, gestione dei clienti e commercio elettronico in abbonamento.

Il contributo è del 50% delle spese ammissibili, fino a 20.000 euro, con una spesa minima di 4.000 euro. I servizi di configurazione e supporto non possono superare il 30% della spesa. Il fornitore deve essere iscritto nell'elenco tenuto per questa misura. La precompilazione apre alle 12 del 20 ottobre 2026; le domande si presentano dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027, a sportello. Serve anche una connessione di almeno 30 megabit al secondo in download.

Iperammortamento sui beni digitali

Il credito d'imposta Transizione 5.0 del biennio 2024 e 2025 si è chiuso con l'esaurimento delle risorse. Per gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 vale il nuovo Piano Transizione 5.0, che funziona come iperammortamento: una maggiorazione del costo del bene, deducibile ai fini fiscali. La legge di bilancio 2026 lo ha introdotto all'articolo 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025 n. 199.

Riguarda tutte le imprese residenti in Italia, di qualsiasi forma e dimensione. Sono agevolati i beni materiali e immateriali nuovi elencati negli allegati IV e V della legge, cioè macchine e programmi per la trasformazione digitale. La maggiorazione è del 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimento, del 100% oltre questa soglia e fino a 10 milioni, del 50% oltre i 10 e fino a 20 milioni. La procedura passa dalla piattaforma del Gestore dei servizi energetici e richiede una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile.

Questa è materia del vostro commercialista: se un programma rientra nell'allegato, come si documenta e quanto vale davvero la deduzione dipendono dalla situazione fiscale dell'impresa. Noi possiamo descrivere con precisione cosa fa il software e come si collega ai vostri sistemi, che è ciò che la perizia deve accertare.

Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini sostiene i finanziamenti delle PMI per beni strumentali nuovi, compresi hardware, software e tecnologie digitali. Il finanziamento va da 20.000 euro a 4 milioni, con durata fino a cinque anni. Il Ministero concede un contributo che copre parte degli interessi: il 2,75% annuo di base, il 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e sostenibili. La legge di bilancio 2026 l'ha rifinanziata con 650 milioni di euro per il 2026 e il 2027, e la misura risulta aperta.

È adatta quando il progetto comprende acquisti di beni, per esempio i dispositivi per chi lavora sul campo o i programmi acquistati in licenza. Non copre terreni, fabbricati e beni usati.

Smart&Start Italia

Smart&Start Italia, gestita da Invitalia, finanzia le startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese da non più di 60 mesi, e le squadre di persone che si impegnano a costituirne una. I piani d'impresa vanno da 100.000 euro a 1,5 milioni e devono avere un forte contenuto tecnologico o riguardare l'economia digitale, l'intelligenza artificiale, la blockchain o l'internet delle cose.

L'agevolazione è un prestito a tasso zero pari all'80% delle spese, che sale al 90% per le startup composte interamente da donne o da giovani, o con un dottore di ricerca rientrato dall'estero. Una quota a fondo perduto del 30% è prevista solo per le startup di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: nel Lazio il prestito va restituito per intero. Lo sportello è aperto senza scadenza, fino all'esaurimento dei fondi.

Formazione finanziata

Ogni impresa con dipendenti versa all'INPS, dentro il contributo contro la disoccupazione involontaria, una quota dello 0,30% destinata alla formazione. Aderendo a un fondo paritetico interprofessionale, scelto liberamente, quella quota va al fondo e può tornare all'impresa sotto forma di formazione per il personale. L'adesione si fa con la denuncia contributiva mensile, è gratuita e revocabile; chi non aderisce versa comunque lo stesso contributo.

Ogni fondo ha le sue regole per finanziare i piani formativi. È la strada più naturale per pagare la formazione delle persone che useranno il sistema: come si scrive una richiesta al sistema, come si controlla una risposta, cosa non si inserisce mai. Il vostro consulente del lavoro sa a quale fondo aderisce l'azienda.

Misure chiuse o non più attive

  • Credito d'imposta Transizione 5.0: risorse esaurite; per gli investimenti del 2026 vale l'iperammortamento descritto sopra.
  • Credito d'imposta per i beni 4.0 materiali e immateriali: non disponibile per nuovi investimenti; restava solo per ordini accettati entro il 31 dicembre 2025 con acconto, secondo l'Agenzia delle Entrate.
  • Credito d'imposta Formazione 4.0: il Ministero lo indica come misura non più attiva.
  • Fondo Nuove Competenze: nessuna finestra aperta al 29 settembre 2026; nel 2026 sono state finanziate solo domande già presentate.
  • Voucher Doppia Transizione di Roma: chiuso il 22 settembre 2026, da seguire per la prossima edizione.

Come vi aiutiamo

Il nostro lavoro è la parte tecnica del progetto. Scriviamo cosa farà il sistema, con quali programmi si collega, quali dati usa e come si misura il risultato, in modo che il progetto stia in piedi anche senza contributo. Prepariamo preventivi coerenti con le voci di spesa del bando scelto, separando consulenza, formazione, licenze e sviluppo quando l'avviso lo chiede. Forniamo la documentazione tecnica che serve alla domanda e alla rendicontazione: descrizioni, schede dei programmi, relazioni di avanzamento.

La domanda la presenta l'impresa, oppure il commercialista o il consulente che la segue. Se l'impresa non ha un consulente per la finanza agevolata, lo diciamo prima di cominciare. Non promettiamo di ottenere il contributo. Se un bando non si adatta al progetto, lo diciamo: meglio un progetto piccolo e sensato che uno gonfiato per rientrare in un avviso.

Commercialisti e consulenti che vogliono lavorare con noi sui progetti dei loro clienti trovano le condizioni nella pagina per partner e consulenti.

Domande frequenti

Presentate voi la domanda di contributo? No. La domanda la presenta l'impresa, direttamente o tramite il suo commercialista o consulente. Noi prepariamo la parte tecnica del progetto, i preventivi e la documentazione che la domanda richiede.

Ci garantite che il contributo arrivi? No. L'esito dipende dall'ente che gestisce la misura, dai requisiti dell'impresa, dalla correttezza della domanda e, nei bandi a sportello, dall'ordine di arrivo e dai fondi disponibili. Nessuno può garantirlo in anticipo.

Posso cominciare il progetto prima di presentare la domanda? Dipende dal bando. Alcuni ammettono solo spese sostenute dopo la domanda, altri fissano una data di inizio precisa. Prima di firmare un ordine controllate l'avviso con il vostro consulente: una fattura con la data sbagliata può rendere la spesa non ammissibile.

Il costo del vostro lavoro rientra tra le spese ammesse? Può rientrare se il bando ammette la consulenza, lo sviluppo di programmi o la formazione e se il preventivo rispetta le voci dell'avviso. Lo verifichiamo insieme al vostro consulente prima di scrivere il preventivo definitivo.

Queste informazioni sono aggiornate? Sono aggiornate al 29 settembre 2026 e verificate sulle fonti ufficiali linkate. Le misure cambiano spesso: prima di decidere controllate sempre la pagina dell'ente.

Le misure valgono anche fuori dal Lazio? Le misure nazionali sì, con le differenze territoriali indicate dalle fonti. I voucher camerali e regionali valgono per le imprese del territorio di quella camera o regione: fuori dal Lazio si guardano i bandi della propria camera e della propria Regione.

Come si parte

  1. 1

    Raccontateci il progetto e il bando che avete in mente, anche solo come ipotesi.

  2. 2

    Ne parliamo in trenta minuti, anche insieme al vostro commercialista o consulente.

  3. 3

    Ricevete una descrizione tecnica e un preventivo scritti per stare nelle voci del bando scelto.

Fonti