Sistema in produzione
In produzione
In un sistema in produzione nel turismo, l'invio delle schedine degli ospiti al portale della Polizia di Stato è protetto dai doppioni da 705 test automatici.
Sportello, protocollo, istanze, pubblicazioni e gare nel vostro ente: il sistema legge, controlla e prepara. Firma e decide sempre il responsabile.
Entra una mail
Si apre la pratica con la bozza di risposta
Una persona approva l'invio
Un ente pubblico lavora per atti. Ogni istanza ha un responsabile, ogni documento un numero di protocollo, ogni decisione una motivazione. L'AI può leggere, controllare e preparare: firma e decide sempre la persona che la legge indica.
All'Ufficio relazioni con il pubblico (URP) di un comune di 60.000 abitanti arrivano circa 150 domande al giorno. Quasi tutte si ripetono: i documenti per il cambio di residenza, il rinnovo della carta d'identità, la rata della tassa sui rifiuti. Le risposte sono già sul sito, sparse in decine di schede. Dopo le 13 nessuno risponde più.
All'ufficio protocollo di una provincia entrano 400 messaggi di posta certificata al giorno. Due persone li aprono uno a uno, scelgono la voce del titolario e l'ufficio competente. Un ricorso finito nell'ufficio sbagliato perde tre giorni sui suoi termini.
In una regione, un bando di contributi riceve 3.000 domande in venti giorni. Gli istruttori confrontano ogni allegato con l'avviso: firme, dichiarazioni, visure, marca da bollo. Un terzo delle domande è incompleto, e ogni richiesta dei documenti che mancano va scritta, protocollata e seguita.
L'ufficio comunicazione pubblica ogni settimana delibere, avvisi e graduatorie. Molti sono file scansionati: un lettore di schermo non li legge, e dal telefono non si aprono bene. La dichiarazione di accessibilità elenca cosa manca, ma nessuno ha il tempo di sistemarlo.
In una gara con 30 concorrenti, la documentazione amministrativa supera le mille pagine. Il seggio di gara controlla garanzie, dichiarazioni, firme e procure, riga per riga.
In tutti questi uffici il problema non sono le persone: sono poche e competenti. Il problema è la ripetizione. Lo stesso controllo, cento volte, mentre la coda cresce.
Aiuta: rispondere ai cittadini con le informazioni già pubblicate, dicendo nella prima frase che è un assistente AI; leggere la posta in arrivo e proporre titolario, ufficio e fascicolo; leggere le istanze e segnalare cosa manca rispetto al bando; controllare l'accessibilità dei documenti prima della pubblicazione; confrontare la documentazione di gara con l'elenco dei requisiti; preparare bozze di lettere, comunicazioni e verbali.
Non deve: registrare un protocollo senza la conferma del protocollista; decidere se un'istanza è accolta o respinta; comporre una graduatoria; escludere un concorrente o dare un punteggio; parlare di una pratica personale a chi non si è identificato; cambiare una sola parola del testo di un atto.
Questa linea non è una nostra prudenza. La legge sul procedimento vuole un responsabile con nome e cognome e una motivazione leggibile. La legge italiana sull'intelligenza artificiale approvata nel 2025 dice che negli enti pubblici l'AI è uno strumento di supporto: la decisione resta alla persona responsabile. Il sistema è costruito così fin dall'inizio.
Cinque scenari costruiti per spiegare, uno per ogni ufficio dove il lavoro si ripete di più.
L'URP chiude alle 13 e i cittadini chiamano per chiedere documenti già scritti sul sito.
Centinaia di messaggi al giorno aperti uno a uno, e un ricorso assegnato male perde giorni preziosi.
Due settimane per il solo controllo formale delle domande, e le richieste dei documenti mancanti partono tardi.
Si pubblicano scansioni che un lettore di schermo non legge, e sistemarle dopo non riesce a nessuno.
Mille pagine di documentazione da controllare a mano, con il rischio di escludere o ammettere per una svista.
Non solo sportello e posta. Qualsiasi lavoro che in un ente si ripete, lo possiamo rifare dall'inizio alla fine: prendere la richiesta, trovare i dati, compilare, controllare, inviare, archiviare, ricordare le scadenze.
In ogni processo il sistema fa tutte le verifiche previste, ogni volta e nello stesso ordine: sui controlli di forma l'errore scende vicino allo zero. Ogni azione è registrata, con l'ora e il nome di chi l'ha confermata. Dove resta un dubbio, il sistema si ferma e chiede al responsabile.
Non è un parere legale: è la base da cui partire con il segretario generale e il responsabile per la transizione al digitale.
Tempo: la posta smistata prima delle nove, le istanze controllate nei primi giorni invece che nelle ultime settimane. Soldi: ore di funzionari esperti restituite al lavoro che richiede giudizio. Cittadini: risposte anche la sera e la domenica, richieste di documenti che arrivano subito e non a ridosso della scadenza. Rischi: ogni proposta e ogni conferma sono registrate, e in caso di ricorso potete mostrare chi ha deciso cosa, e su quali carte.
Stima, non garanzia: 40–60% delle domande informative chiuse senza operatore; 50–70% del tempo di smistamento della posta risparmiato; richieste dei documenti mancanti inviate entro la prima settimana nell'80–90% delle istanze.
Le stime derivano dalla nostra esperienza sui sistemi in produzione e dai valori tipici del settore; il valore reale si misura con il pilota, caso per caso.
Sistema in produzione
In un sistema in produzione nel turismo, l'invio delle schedine degli ospiti al portale della Polizia di Stato è protetto dai doppioni da 705 test automatici.
In un altro sistema in produzione, 3,6 milioni di passaggi di testo giuridico sono ricercabili con la fonte accanto a ogni risposta.
| Rischio | Come lo gestiamo |
|---|---|
| L'assistente dà un'informazione superata | Risponde solo con le schede e i regolamenti pubblicati, con il link e la data. Se la fonte manca o si contraddice, non risponde e passa la domanda all'URP. |
| Un documento va all'ufficio sbagliato | La proposta di assegnazione mostra il motivo. Il protocollista conferma o corregge, e ogni correzione migliora le proposte successive. |
| Il controllo di un'istanza diventa di fatto la decisione | Il sistema scrive «presente», «mancante», «da verificare», mai «ammessa» o «respinta». L'esito lo scrive il responsabile del procedimento, con la sua motivazione. |
| Dati personali pubblicati per errore | Prima della pubblicazione il sistema cerca codici fiscali, indirizzi e dati sulla salute. Se li trova, si ferma e chiede. |
Dallo sportello informativo. Usa solo informazioni già pubbliche, non tocca dati personali e si misura in poche settimane. Oppure dal protocollo, quando la coda della posta certificata è il vero collo di bottiglia. Le istruttorie vengono dopo, con il responsabile della protezione dei dati già coinvolto e le regole di controllo scritte insieme agli uffici.
1
Tre settimane di analisi con il dirigente, il responsabile per la transizione al digitale e l'ufficio scelto: tempi misurati, errori tipici, documenti e regole.
2
Otto settimane di pilota su un solo servizio, con le misure decise prima: domande chiuse, tempi di smistamento, correzioni fatte dalle persone.
3
Decisione con i numeri del pilota: estendere, correggere o fermarsi. Il materiale per l'affidamento lo prepariamo noi.
Serve una gara per lavorare con voi? Dipende dall'importo e dalle regole del vostro ente. Lo stabilisce il vostro RUP secondo il Codice dei contratti. Noi forniamo offerta dettagliata, requisiti e dichiarazioni.
Il sistema può firmare o protocollare da solo? No. Propone e prepara. Registrazione, firma e decisione restano alle persone con il ruolo previsto, e il registro mostra chi ha confermato cosa.
I dati dei cittadini escono dall'ente? Restano sui vostri server oppure su server in Europa, cifrati. Firmiamo la nomina a responsabile del trattamento e non usiamo i vostri dati per addestrare modelli.
Funziona con il protocollo e i programmi che abbiamo già? Sì. Ci colleghiamo al sistema documentale e ai gestionali in uso, dove possibile in sola lettura. Non vi chiediamo di cambiare fornitore.
Il cittadino sa che parla con un'AI? Sì. L'assistente lo dice nella prima frase e offre sempre il contatto con l'ufficio. È un obbligo dell'AI Act, ed è anche una questione di fiducia verso l'ente.
Serve una valutazione dei rischi sulla privacy? Per le istruttorie quasi sempre sì. Per lo sportello informativo di solito basta un'analisi più leggera. Vi consegniamo la nostra parte: descrizione del trattamento, misure, fornitori coinvolti.
Quanto costa? Su preventivo, con voci separate: analisi, messa in funzione, canone di gestione. Incidono i volumi, dove stanno i server e quanti programmi vanno collegati. Lo sportello informativo è di solito la parte meno costosa.
Il personale deve imparare un programma nuovo? Poco. Le proposte compaiono nelle schermate che gli uffici usano già, con un pulsante per confermare o correggere. Prevediamo mezza giornata di formazione per ufficio e un referente nostro durante il pilota.
E se un giorno volete cambiare fornitore? Il sistema si spegne funzione per funzione. Vi restituiamo dati, regole scritte e documentazione, in formati che potete riusare.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Dove stanno i dati | Sui server dell'ente (on-premise) oppure in cloud su infrastruttura in UE qualificata secondo il regolamento dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) per la PA. Cifratura TLS (cifratura del canale) in transito e AES a riposo; chiavi gestibili dall'ente. |
| Come ci colleghiamo | Protocollo e gestione documentale via API o web service del fornitore; caselle PEC (posta elettronica certificata) in sola lettura via IMAP (protocollo di lettura della posta); sito e schede servizio via esportazione o CMS; area riservata con SPID o CIE già esistente. Credenziali dedicate e revocabili. |
| Chi può fare cosa | Profili separati per protocollista, istruttore, responsabile del procedimento, redazione web e RUP. Nessuna scrittura sul registro di protocollo senza conferma umana. Log di ogni proposta e conferma, esportabile per audit e accesso agli atti. |
| Se il modello sbaglia | Soglie di confidenza per campo; sotto soglia la voce è marcata «da verificare». Risposte vincolate alle fonti (RAG con citazione). Nessun esito automatico. Interruttore per funzione, ritorno immediato al lavoro manuale. |
| Quali modelli e perché | Modelli piccoli per smistamento e risposte informative, modelli più capaci per la lettura dei documenti complessi; più fornitori, sostituibili. Nessun fine-tuning sui dati dell'ente. Documentazione tecnica disponibile, come chiede il Codice dei contratti per le soluzioni automatizzate. |
| Cosa firmate | Contratto con livelli di servizio (SLA), nomina a responsabile del trattamento (GDPR art. 28), elenco dei sub-responsabili, piano di uscita con restituzione dei dati e delle configurazioni. |
| Riferimenti normativi | CAD (d.lgs. 82/2005); Linee guida AgID su documento informatico, accessibilità e uso dell'IA nella PA; DPR 445/2000; legge 241/1990; legge 4/2004; d.lgs. 33/2013; d.lgs. 36/2023 (art. 30 sulle procedure automatizzate); legge italiana sull'IA del 2025; AI Act (art. 50 e allegato III); GDPR. |