Uno studio di ingegneria e architettura ha quattro professionisti e una segretaria. Lavora per privati, condomìni e piccole imprese: progetti di ristrutturazione, direzione dei lavori, pratiche edilizie, certificati energetici, pratiche per la prevenzione incendi. Riceve una quarantina di richieste di preventivo al mese.
Luca, ingegnere e socio, scrive quasi tutti i preventivi. Apre un preventivo vecchio simile, cambia il cliente, ricalcola le voci, aggiunge le spese, il contributo per la cassa di previdenza e l'IVA. Se il cliente è un condominio o un'impresa, controlla se va applicata la ritenuta d'acconto. Ci mette tra i venti e i quaranta minuti per preventivo, di solito dopo cena.
Il preventivo scritto non è un di più: il cliente ha diritto di conoscere prima il compenso, e le regole della professione chiedono di indicarlo con chiarezza. Per questo Luca non vuole mandare cifre fatte in fretta. Così i preventivi escono dopo tre o quattro giorni, e un cliente su quattro nel frattempo ha scelto un altro studio.
Anche le parcelle soffrono. Gli incarichi sono divisi in fasi: rilievo, progetto, deposito della pratica, direzione dei lavori, collaudo. Quando una fase si chiude, qualcuno dovrebbe emettere la fattura. Marta, la segretaria, lo scopre spesso settimane dopo, sfogliando le mail.