Vai al contenuto
Aziendale.ai

Scenario: documenti accessibili prima della pubblicazione

Prima di andare online, ogni avviso o graduatoria passa un controllo su struttura, testi alternativi e dati personali. Il testo dell'atto non cambia mai.

La situazione

Una regione pubblica sul proprio portale circa 150 documenti a settimana. Sono avvisi, bandi, graduatorie, delibere di giunta, moduli, comunicati. Arrivano da una trentina di uffici diversi.

Elena è redattrice web nell'ufficio comunicazione, con cinque colleghi. Riceve i file per posta interna, li carica, li collega alla pagina giusta. Spesso li riceve il giorno stesso della pubblicazione.

Molti documenti arrivano come scansioni di carta firmata. Per un lettore di schermo sono immagini mute. Le tabelle delle graduatorie sono fotografie. I grafici dei bilanci non hanno una descrizione. I link dicono «clicca qui». I moduli non si possono compilare al computer.

Poi c'è la lingua. Un avviso di contributo spiega i requisiti in quattro pagine di rimandi normativi. Chi lo legge dal telefono capisce a stento se lo riguarda.

La dichiarazione di accessibilità del portale elenca questi problemi da anni. Il meccanismo per le segnalazioni riceve richieste di cittadini ciechi o ipovedenti che non riescono a leggere un bando. Elena risponde a ognuna, ma correggere un documento alla volta, dopo, non basta.

C'è anche un rischio meno visibile. Una graduatoria pubblicata con codici fiscali e indirizzi espone dati che non dovevano uscire. Nessuno se ne accorge finché non scrive un cittadino. A quel punto il documento va ritirato, corretto e ripubblicato, e il danno è già fatto.

Cosa cambia

Prima della pubblicazione, ogni documento passa da un controllo. Ecco cosa fa il sistema.

  • Riconosce le scansioni e ne ricava un testo leggibile, affiancato all'originale firmato. L'originale resta il documento ufficiale.
  • Controlla la struttura: titoli e sottotitoli veri, ordine di lettura, lingua del documento, elenchi, intestazioni delle tabelle.
  • Propone i testi alternativi per immagini e grafici. Per un grafico, una frase che dice cosa mostra: «le domande sono salite per tre anni di fila, poi sono calate».
  • Rende le tabelle leggibili: le graduatorie in forma di immagine diventano tabelle vere, in un formato aperto.
  • Controlla colori e link: contrasto sufficiente nelle infografiche, link che dicono dove portano.
  • Prepara una sintesi in linguaggio chiaro: chi può chiedere, entro quando, cosa serve. È marcata come sintesi e rimanda all'atto.
  • Cerca i dati personali da non pubblicare: codici fiscali, indirizzi, dati sulla salute, nomi di minori. Se li trova, si ferma.
  • Propone la sezione di pubblicazione e ricorda se l'atto va anche nella sezione «Amministrazione trasparente».

Per i moduli il lavoro è simile. Il sistema propone una versione compilabile al computer, con i campi etichettati e l'ordine di tabulazione corretto. Chi usa solo la tastiera o un lettore di schermo può riempirla senza stamparla. L'ufficio che gestisce il modulo controlla che i campi siano quelli giusti.

Il rapporto di ogni controllo resta archiviato. Quando arriva una segnalazione, Elena sa subito cosa era stato verificato e da chi.

Dove si ferma: il sistema non modifica mai il testo di un atto. Non decide se un dato personale va pubblicato. Non scrive da solo la descrizione di un grafico complesso, come una mappa del rischio idraulico: prepara una bozza e aspetta.

Elena approva ogni testo alternativo e la versione leggibile. La sintesi in linguaggio chiaro la rileggono Elena e l'ufficio che ha scritto l'atto. Sui dati personali decide il dirigente dell'ufficio, sentito il responsabile della protezione dei dati.

Lo stesso metodo vale per la modulistica online e per le pagine del sito: vedete cosa possiamo rifare.

Una giornata, prima e dopo

Un giovedì nell'ufficio comunicazione, con Elena alla redazione del portale.

OraPrimaDopo
8:30PrimaDei 30 documenti del giorno, otto toccano a Elena. Tre sono scansioni.DopoGli otto documenti di Elena sono già controllati. Il rapporto segnala sei testi alternativi da approvare e una graduatoria da fermare.
9:30PrimaElena carica la prima scansione così com'è: non c'è tempo per rifarla.DopoElena approva la versione leggibile della prima scansione, accanto all'originale firmato.
11:00PrimaUna graduatoria viene pubblicata con codici fiscali in chiaro.DopoLa graduatoria è ferma: il sistema ha trovato 212 codici fiscali. L'ufficio casa manda la versione corretta.
13:00PrimaUn cittadino ipovedente scrive: non riesce a leggere il bando di martedì.DopoIl bando di martedì era stato pubblicato già accessibile. Nessuna segnalazione in arrivo.
15:00PrimaElena prova a sistemare a mano il bando segnalato. Ci vuole un'ora.DopoElena rilegge con l'ufficio agricoltura la sintesi in linguaggio chiaro di un avviso.
17:00PrimaDue documenti restano da pubblicare domani.DopoTutti gli otto documenti sono online, controllati. Elena aggiorna la dichiarazione di accessibilità.

Numeri attesi

Stima, non garanzia: 80–95% dei documenti pubblicati già conformi ai controlli automatici; tempo di preparazione per documento ridotto del 40–60%; segnalazioni di contenuti non accessibili ridotte del 50–70% nei primi sei mesi.

Le stime derivano dalla nostra esperienza sui sistemi in produzione e dai valori tipici del settore; il valore reale si misura con il pilota, caso per caso.

I controlli automatici non bastano da soli: una parte dei requisiti richiede sempre una persona, ed è per questo che Elena approva.

Cosa può andare storto: i rischi e come li gestiamo

RischioCome lo gestiamo
La versione leggibile differisce dall'originaleIl sistema confronta i due testi parola per parola e segnala ogni differenza. L'originale firmato resta sempre pubblicato e prevale.
Un testo alternativo descrive male un graficoNessun testo alternativo esce senza l'approvazione di Elena. I grafici complessi hanno solo una bozza.
La sintesi semplifica troppo e cambia un requisitoPorta la scritta «sintesi, fa fede l'atto» e il link all'atto. La rileggono la redazione e l'ufficio autore.
Un dato personale sfugge al controlloIl controllo cerca formati noti e parole chiave. Resta la verifica dell'ufficio autore, che firma la richiesta di pubblicazione.

Le regole che valgono qui

  • Legge 4/2004, detta legge Stanca, e Linee guida dell'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) sull'accessibilità: siti e documenti pubblici devono essere accessibili. I requisiti tecnici si basano sulle WCAG 2.1 livello AA, le regole internazionali per contenuti web accessibili.
  • Dichiarazione di accessibilità: l'ente la pubblica e la aggiorna, con un modo per segnalare i contenuti non accessibili. Il sistema raccoglie i dati per compilarla.
  • Trasparenza (d.lgs. 33/2013): gli atti obbligatori si pubblicano in formato aperto, nella sezione «Amministrazione trasparente». Una scansione non basta.
  • GDPR e indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali: si pubblica solo il dato necessario. Nelle graduatorie, di solito, basta un codice identificativo al posto del nome e del codice fiscale.
  • Codice dell'amministrazione digitale (CAD): l'originale firmato digitalmente è il documento con valore legale. La versione leggibile lo accompagna, non lo sostituisce.

Non è un parere legale: è la base per parlarne con il responsabile della transizione al digitale e con il responsabile della protezione dei dati.

Come si parte

  1. 1

    Due settimane con l'ufficio comunicazione: 200 documenti già pubblicati controllati per vedere i problemi più frequenti e i tempi di oggi.

  2. 2

    Sei settimane di pilota su tutte le nuove pubblicazioni di tre uffici. Misure: documenti conformi al primo controllo, tempo per documento, segnalazioni dei cittadini.

  3. 3

    Decisione con il dirigente della comunicazione: estendere a tutti gli uffici, aggiungere la modulistica o fermarsi. I risultati entrano nella dichiarazione di accessibilità.

Demo collegata

Nella demo sui documenti vedete un file di prova letto dal sistema, con ogni campo accanto alla pagina da cui viene: è lo stesso controllo che si fa prima di pubblicare. I dati sono inventati. Provate la demo

Per il responsabile IT e la sicurezza
DomandaRisposta
Dove stanno i datiDocumenti in bozza su server dell'ente o in cloud qualificato ACN in UE, cifrati; cancellati dopo la pubblicazione, restano solo il rapporto di controllo e il log.
Come ci colleghiamoPlugin o passaggio intermedio nel flusso di pubblicazione del CMS; lettura dei file in bozza, nessuna pubblicazione automatica.
Chi può fare cosaUffici autori: caricano e firmano la richiesta; redazione: approva testi alternativi e versioni leggibili; dirigente: decide sui dati personali.
Se il modello sbagliaControlli deterministici (PDF/UA, contrasto, struttura, verifica WCAG 2.1 AA automatizzabile) separati da quelli generativi; confronto testuale tra originale e versione leggibile; nessuna modifica all'originale.
Quali modelli e perchéUn modello per la lettura delle scansioni e uno per testi alternativi e sintesi, scelti su un campione di documenti dell'ente; nessun addestramento sui documenti.
Riferimenti normativiLegge 4/2004; Linee guida AgID sull'accessibilità degli strumenti informatici; EN 301 549 e WCAG 2.1; d.lgs. 33/2013; CAD; GDPR.