Paolo è titolare e direttore tecnico dell'impresa. Le richieste di preventivo arrivano per telefono, su WhatsApp, dal sito. Lui fa i sopralluoghi nel pomeriggio e scrive i preventivi la sera, a casa. Quando ne ha dieci in coda, i clienti aspettano due settimane, e qualcuno firma con un'altra impresa.
La sera riceve dai capicantiere le foto delle bolle e dei lavori su WhatsApp. Ne salva qualcuna, il resto si perde nel telefono. A fine mese, per il SAL, ricostruisce le quantità dalle foto e dalla memoria, e il committente contesta due voci.
Monica, in ufficio, prepara i documenti per ogni nuovo cantiere: POS, elenco dei lavoratori con i corsi, idoneità sanitarie, patenti dei gruisti, DURC, notifica preliminare. Ogni volta li cerca in cartelle diverse. Un attestato scaduto lo scopre il coordinatore della sicurezza durante un sopralluogo.
Gli ordini ai fornitori li fa il capocantiere al telefono. La fattura arriva un mese dopo e nessuno sa se il prezzo era quello concordato. Intanto un escavatore è fermo in deposito da tre settimane, e in un altro cantiere se ne noleggia uno.
Quanto ha guadagnato l'impresa su un cantiere si scopre a lavori chiusi, quando le fatture sono tutte arrivate. Se un lavoro stava andando in perdita, era troppo tardi per correggere.