L'assistente AI si presenta come tale nel primo messaggio, come chiede l'AI Act, la legge europea sull'intelligenza artificiale, e risponde alle domande semplici: stato di un guasto sulla linea, scadenza di una fattura, come cambiare il piano tariffario.
Il cambiamento vero è nel momento del passaggio. L'assistente passa la mano per cinque motivi, scritti con Silvia: il cliente lo chiede; la risposta non è nelle fonti autorizzate; il tema è riservato alle persone (reclami, disdette, rimborsi, clienti fragili); il cliente ha ripetuto la stessa domanda due volte; compaiono parole che indicano urgenza o un reclamo.
L'operatore riceve la conversazione con in cima tre righe. Chi è: nome, contratto, verifica fatta. Cosa chiede: «linea assente da ieri sera, già riavviato il modem due volte». Cosa è stato fatto: «verificato: nessun guasto di zona aperto; ultima fattura pagata». La prima frase dell'operatore può essere: «Ho visto che ha già riavviato il modem, controllo la sua linea».
Per gli operatori cambia il tipo di lavoro, non il posto. Ricevono meno domande ripetitive e più casi che chiedono giudizio. Silvia li ha coinvolti dal primo giorno: sono loro a scrivere le risposte approvate e a segnalare i riepiloghi sbagliati.
Lo stesso passaggio ordinato, dal sistema alla persona con tutto il contesto, si usa per approvare un rimborso, firmare un preventivo o sbloccare un ordine fermo. Altri esempi in cosa possiamo fare.