Il telefono risponde al primo squillo con una voce chiara: «Buongiorno, sono l'assistente virtuale, un sistema di intelligenza artificiale. Posso aiutarla con appuntamenti e informazioni, oppure passarla a un collega.» La dichiarazione iniziale la chiede l'AI Act, la legge europea sull'intelligenza artificiale.
Il cliente parla come parlerebbe a una persona. L'assistente riconosce il numero chiamante, ritrova il contratto e capisce la richiesta. Se è semplice la chiude: legge la data del prossimo controllo, propone tre orari liberi per spostarlo, conferma e manda un SMS di riepilogo.
Se la richiesta è un guasto, fa le due o tre domande che farebbe l'operatore (modello, codice di errore sul display, se c'è acqua calda) e passa la chiamata con queste risposte già scritte sullo schermo.
Certe parole fanno saltare ogni passaggio. «Odore di gas», «fumo», «perdita» portano la chiamata subito al tecnico reperibile, e intanto l'assistente ripete le istruzioni di sicurezza che l'azienda ha scritto.
Lo stesso principio, rispondere subito a ciò che si ripete e portare il resto alla persona giusta, vale per prenotazioni, conferme d'ordine, solleciti di pagamento. Esempi di altri processi sono in cosa possiamo fare.