Il check-in diventa una catena di passaggi, sempre nello stesso ordine:
- dopo la prenotazione l'ospite riceve la richiesta dei documenti per tutte le persone del gruppo, nella sua lingua;
- ogni foto viene letta in automatico: il sistema riconosce il tipo di documento e ne legge i campi;
- i dati letti si confrontano con la prenotazione: numero di ospiti, date, età dei bambini, scadenza del documento;
- il sistema calcola l'imposta di soggiorno secondo il regolamento comunale e manda all'ospite il link di pagamento;
- quando documenti e pagamento sono in regola, prepara e invia le schedine e conserva la ricevuta del portale;
- solo a quel punto il server genera il codice della serratura, valido per le date del soggiorno, e lo manda all'ospite.
Sui bambini il sistema è pignolo, perché l'età cambia due cose: la schedina e l'esenzione dall'imposta. Se la prenotazione non dice quanti anni hanno, lo chiede prima di calcolare qualsiasi cifra. Se, per esempio, il documento di un minore mostra un'età diversa da quella dichiarata, vale il documento e il calcolo si rifà.
Anche il numero di telefono conta: senza un recapito valido il codice della porta non ha dove arrivare. Il sistema lo controlla subito dopo la prenotazione, non il giorno dell'arrivo.
Un controllo apposito evita i doppioni: se gli stessi documenti arrivano due volte, la schedina parte una volta sola. A intervalli regolari, giorno e notte, il sistema ripassa ogni prenotazione e sollecita chi è in ritardo.
Dove si ferma e chiede: una foto illeggibile, un documento scaduto, un ospite in più rispetto alla prenotazione, un dato che non torna con la prenotazione. In quei casi non invia niente e manda al gestore la pratica con il problema scritto.
Al gestore restano i casi dubbi, il rapporto con la Questura e la decisione finale su chi entra. Lo stesso metodo vale per la registrazione dei partecipanti a un corso e per i documenti di un noleggio: vedete cosa possiamo rifare.