Siamo in cinque: l'AI Act vale anche per noi?
Sì, se usate strumenti AI nel lavoro. La legge non ha una soglia di dimensione per gli utilizzatori. Per una PMI gli obblighi pratici, però, sono pochi e si gestiscono con un registro e qualche documento.
Dobbiamo far fare un corso certificato a tutti?
No. Dopo la modifica del 2026 l'articolo 4 chiede misure adeguate, non un livello certificato. Contano la proporzione rispetto ai ruoli e la possibilità di dimostrare cosa avete fatto.
Usiamo un assistente solo per scrivere mail interne: dobbiamo fare qualcosa?
Poco. Va nel registro e chi lo usa deve sapere cosa non affidargli, per esempio dati personali dei clienti. La trasparenza dell'articolo 50 non scatta per testi interni.
Pubblichiamo articoli sul blog scritti con l'AI: vanno segnalati?
L'obbligo riguarda i testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Cade se una persona li rivede e se ne assume la responsabilità editoriale. Rileggere e firmare ogni articolo resta comunque la scelta più prudente.
Chi controlla in Italia?
La legge n. 132 del 2025 ha designato AgID e ACN come autorità nazionali per l'intelligenza artificiale. Per i dati personali resta il GDPR, con le sue regole e i suoi controlli.
Il fornitore dice che è tutto a posto: basta?
No. Alcuni doveri sono del fornitore, altri vostri: formazione, dichiarazione di certi contenuti, informazione ai lavoratori. Chiedete le risposte per scritto e tenete le vostre prove.
Le date possono cambiare ancora?
È successo nel 2026 e può succedere di nuovo. Prima di decisioni importanti, verificate il testo consolidato su EUR-Lex. Questa guida non è un parere legale: per i casi dubbi sentite il vostro consulente o DPO.