Per voi che usate il sistema contano soprattutto i punti che seguono. Il fornitore ha i suoi doveri, ma voi restate responsabili di come lo impiegate.
Primo: usate il sistema secondo le istruzioni del fornitore. Se il prodotto non è pensato per valutare colloqui video, non usatelo per quello.
Secondo: supervisionate in modo reale. Una persona formata deve poter fermare il sistema, scartare il suggerimento e chiedere una seconda lettura umana.
Terzo: i dati in ingresso devono essere pertinenti. Non caricate campi inutili. Non caricate dati sanitari o sindacali: sono categorie particolari (articolo 9 del GDPR) e richiedono basi giuridiche precise.
Quarto: conservate le registrazioni prodotte dal sistema per il tempo previsto dalla norma. Servono a ricostruire cosa è successo e a rispondere a un candidato che chiede spiegazioni.
Quinto: prima di usarlo sul personale interno, informate i lavoratori e i loro rappresentanti. Informate i candidati esterni in modo chiaro e tempestivo.
Sesto: in alcuni casi serve una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali, per esempio negli enti pubblici. Chiedete al vostro legale se vi riguarda.
Settimo: chi subisce una decisione basata sul sistema ha diritto a una spiegazione chiara. Deve capire il ruolo dell'AI e i criteri usati.
Scenario
Questo è uno scenario costruito per spiegare, non un cliente. I nomi di persone e aziende sono inventati.
Scenario: Luca, responsabile del personale di una compagnia di assicurazione regionale, chiede al fornitore dove è documentato ciascuno di questi punti. Se manca una supervisione umana effettiva, il progetto non parte. Luca preferisce ritardare di un mese piuttosto che rischiare una selezione opaca.