Tre livelli evitano due errori: il corso unico troppo lungo e il corso riservato ai tecnici. Ognuno riceve ciò che gli serve per lavorare senza fare danni.
Tutti. Basta un'ora. Che cos'è un assistente AI, cosa non va scritto nei messaggi, come chiedere l'aiuto di una persona, come segnalare un errore. Niente tecnica: buon senso e regole interne. Anche chi non parla con i clienti deve sapere cosa è permesso in azienda.
Chi usa. Chi scrive testi con l'AI, chi risponde ai clienti, chi consulta documenti con un assistente. Quattro ore in due incontri, su casi veri del vostro lavoro: quali fonti citare, quali limiti rispettare, quando fermarsi e passare a un collega. Qui si impara facendo, non guardando diapositive.
Chi gestisce. Responsabili, supervisori, chi approva le azioni. Mezza giornata su permessi, registro, cosa fare se il sistema sbaglia, come leggere le misure e come spegnere senza panico. Chi gestisce deve poter dire di no a un suggerimento.
Scenario
Questo è uno scenario costruito per spiegare, non un cliente. I nomi di persone e aziende sono inventati.
Scenario: Giulia è responsabile dell'assistenza clienti e coordina trenta operatori. Prima forma tutti in un'ora. Poi fa seguire le quattro ore ai primi tre operatori che useranno l'assistente. Lei e due capigruppo seguono la mezza giornata. In due settimane sa chi può fare cosa.
Cosa chiede la legge. Dal 2 febbraio 2025 l'articolo 4 dell'AI Act chiede a chi fornisce o usa sistemi di AI di occuparsi dell'alfabetizzazione del proprio personale, cioè di far capire rischi, limiti e doveri. Il pacchetto europeo di semplificazione (Regolamento UE 2026/1744, il cosiddetto «omnibus digitale sull'AI», in vigore dal 27 luglio 2026) ha attenuato la formulazione: non si parla più di «garantire un livello sufficiente», ma di sostenere la formazione. Il senso pratico resta lo stesso. Chi usa l'AI deve sapere cosa fa. Una formazione registrata, con data e contenuti, è il modo più semplice per dimostrarlo. Verificate i dettagli con il vostro legale.
Per i sistemi che valutano persone, il supervisore deve poter contestare e fermare il sistema. Formazione e potere di decidere vanno insieme. Se formate qualcuno senza dargli autorità, la supervisione resta sulla carta.
Avvisate per tempo chi in azienda segue la conformità alle norme. Portategli l'elenco dei sistemi e il loro livello di rischio. La formazione si allinea agli obblighi, non li sostituisce.