Le richieste arrivano da telefono, WhatsApp, social e dal banco, spesso negli orari in cui la reception è più piena. Chi chiede informazioni la sera riceve risposta il giorno dopo, se va bene. I contatti delle promozioni finiscono su un foglio e vengono richiamati quando c'è tempo, cioè poco.
L'iscrizione si fa al banco: modulo di carta, copia del documento, certificato, pagamento, tessera. Servono dieci minuti a persona, proprio nelle ore di punta. Gli abbonamenti hanno formule diverse, mensile, trimestrale, a ingressi, solo corsi, famiglia, studenti, e scadenze diverse. Chi deve rinnovare lo scopre quando il tornello non si apre.
I certificati arrivano in foto o su carta e finiscono in un raccoglitore. Controllare chi è scaduto vuol dire sfogliarlo, di solito dopo un controllo o un incidente.
I corsi si prenotano al telefono, su un gruppo, su un foglio appeso. Alcuni sono sempre pieni, altri mezzi vuoti. Gli istruttori cambiano turno tra loro e la reception lo sa all'ultimo. I compensi dei collaboratori si calcolano a fine mese contando le lezioni sul quaderno.
E il gestore non vede i numeri che contano. Quanti soci si perdono ogni mese e perché? Quale corso riempie la sala e quale costa più di quanto porta? Quanti di quelli che hanno fatto la prova si sono iscritti? Si decide a sensazione.