La lista dei lavori arriva per telefono, in un messaggio vocale, a volte scritta a mano e lasciata sul tavolo del pozzetto. Il capocantiere la ricopia e la divide tra motorista, elettricista, carenatore e tappezziere. Ognuno tiene i suoi appunti. Alla fine della stagione nessuno ha lo storico completo della barca.
I motori sono la parte più delicata. Marca, modello, matricola, ore di moto, ultimo cambio di olio e filtri, giranti, anodi, cinghie: tutto questo sta nel quaderno del motorista o nella memoria dell'armatore. I manuali di servizio e i cataloghi ricambi sono documenti enormi, spesso in inglese. I codici di guasto delle centraline cambiano da un costruttore all'altro, e a volte da un anno all'altro dello stesso motore.
Le scadenze sono tante e sparse su decine di barche. Revisione della zattera, estintori di bordo, razzi e fuochi a mano, cassetta di pronto soccorso, visita periodica per il certificato di sicurezza, assicurazione, contratto del posto. L'armatore chiede al cantiere di occuparsene, e il cantiere se ne ricorda a maggio, quando i centri di revisione sono pieni e l'organismo tecnico ha l'agenda chiusa.
Gli armatori stranieri scrivono in inglese, tedesco o francese, spesso di sera. Chi sa le lingue in ufficio è una persona sola. I posti a terra e in banchina si gestiscono su una piantina appesa al muro, gli acconti si chiedono a voce, e a fine stagione il titolare sa quanto ha fatturato ma non quanto ha reso ogni commessa.