Allergeni. Il Regolamento UE 1169/2011 elenca nell'allegato II le quattordici sostanze che provocano allergie o intolleranze e che vanno sempre indicate. Per i cibi non preimballati serviti nei ristoranti, il decreto legislativo 231/2017 (articolo 19) chiede che l'informazione sia riferita a ogni piatto e data prima del servizio: sul menù, su un registro, su un cartello o con un sistema equivalente, anche digitale, ben visibile.
Autocontrollo igienico. Il Regolamento CE 852/2004 chiede a chi produce e somministra alimenti di applicare procedure basate sui principi HACCP: individuare i punti critici, fissare i limiti, controllare, correggere, registrare. Il piano di autocontrollo resta il vostro; il sistema aiuta a compilare i registri mentre si lavora e ad accorgersi subito di un valore fuori posto.
Rintracciabilità. Il Regolamento CE 178/2002, all'articolo 18, chiede a ogni operatore del settore alimentare di saper dire da chi ha ricevuto ogni materia prima. Le bolle fotografate con il lotto servono anche a questo.
Recensioni. Il Codice del consumo vieta le recensioni false. La legge annuale sulle piccole e medie imprese (legge 34/2026), in vigore dal 7 aprile 2026, aggiunge regole per le recensioni di ristoranti e strutture turistiche, tra cui un termine di 30 giorni dall'esperienza; le linee guida dell'Antitrust sono state messe in consultazione nel 2026. Il sistema chiede giudizi, non li scrive.
Privacy. Le allergie dei clienti sono dati sulla salute, una categoria protetta dall'articolo 9 del GDPR, la legge europea sulla privacy. Si chiedono solo per preparare il piatto giusto, si usano solo per quello e si conservano solo se il cliente lo vuole. I messaggi promozionali partono solo a chi ha dato il consenso.
Assistente AI. Chi prenota in chat deve sapere che risponde un'AI, come chiede l'articolo 50 dell'AI Act, la legge europea sull'intelligenza artificiale. La prima frase dell'assistente lo dice.