L'accettazione si fa su un modulo o su un gestionale vecchio. Modello, numero di serie, difetto dichiarato, codice di sblocco se il cliente lo lascia, firma. Le condizioni estetiche si annotano a parole: «graffi sul retro». Quando alla riconsegna il cliente contesta un segno, si discute su parole.
Lo stato della riparazione è nella testa del tecnico o su un foglietto attaccato al dispositivo. Il cliente chiama; chi risponde deve andare al banco a chiedere. Le domande arrivano anche la sera e la domenica, su WhatsApp, sul sito, sui social, e si accumulano fino al mattino.
I ricambi vengono da più fornitori, con qualità e prezzi diversi: schermi, batterie, connettori di ricarica, fotocamere, tastiere, dischi. Il tecnico confronta, ordina, spera che arrivi il pezzo compatibile. I pezzi difettosi vanno resi, e il reso si perde tra le mail.
Chi spedisce da fuori città complica tutto: ritiro a domicilio, imballo, tracciamento, riconsegna. Ogni spedizione si prepara sul sito del corriere copiando indirizzi a mano. E a fine mese il titolare conosce il fatturato, ma non sa se gli schermi rendono più delle batterie o se le riparazioni per le aziende coprono il tempo che chiedono.