Un agente maturo attraversa cinque momenti, e se ne manca uno non merita questo nome.
Legge. Prende i dati dai sistemi o dai documenti a cui gli avete dato accesso, limitandosi a ciò che serve e non a un intero server.
Verifica. Controlla le regole scritte, come i campi obbligatori, i limiti e le incoerenze. Se manca un'informazione, si ferma e la chiede.
Propone. Descrive l'azione in un linguaggio chiaro e non nasconde il motivo della proposta, così chi legge capisce in pochi secondi.
Una persona approva. Quando l'azione ha effetti su un cliente, sul denaro o su diritti, serve il consenso di una persona, che non può ridursi a un clic distratto. Chi approva deve poter rifiutare e correggere.
Registra. Annota chi ha fatto che cosa, quando e con quale esito. Il registro serve al controllo interno e al rispetto delle regole: sia l'AI Act, la legge europea sull'intelligenza artificiale, sia il GDPR, la legge europea sulla privacy, chiedono di poter ricostruire chi ha fatto cosa quando si trattano dati di persone.
Questi cinque momenti valgono anche per un agente semplice. Cinque passaggi lenti e chiari sono sempre preferibili a un salto che nessuno riesce a ricostruire.