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Scenario: la circolare interna che risponde con l'articolo

Il collega di filiale chiede, l'archivio delle circolari risponde con il paragrafo e la data. Se la fonte non c'è, la domanda va all'ufficio normativa.

La situazione

Una banca regionale con 180 filiali ha 1.400 documenti interni in vigore: circolari, procedure operative, manuali di sportello, comunicazioni della funzione di conformità. Ogni mese ne cambiano una trentina. Le versioni superate restano spesso nelle cartelle condivise, accanto a quelle nuove.

Giulia lavora allo sportello di una filiale di provincia. Ha davanti una cliente che vuole aggiungere un delegato su un conto cointestato con firma congiunta. Sa che la regola esiste. Sa anche che è cambiata in primavera, ma non ricorda come. Non vuole sbagliare: una delega registrata male può bloccare il conto per settimane.

Chiama l'ufficio normativa. Linea occupata. Riprova dopo dieci minuti, poi manda una mail. La cliente torna il giorno dopo.

Nell'ufficio normativa lavorano quattro persone, guidate da Stefano. Ricevono circa novanta telefonate al giorno così. Metà delle domande ha una risposta scritta, chiara, in una circolare in vigore. Le stesse domande tornano ogni settimana, da filiali diverse. Stefano lo sa, ma non ha il tempo di capire quali circolari generano più dubbi.

Intanto le risposte date al telefono non lasciano traccia. Due filiali possono ricevere indicazioni diverse sullo stesso caso, a seconda di chi ha risposto. Se un ispettore chiede come la banca si assicura che le procedure siano applicate allo stesso modo ovunque, la risposta onesta è: dipende dal collega.

Cosa cambia

Giulia apre l'assistente delle norme interne dalla rete interna della banca. La prima riga le ricorda che sta scrivendo a un assistente di intelligenza artificiale, non a un collega dell'ufficio. Scrive la domanda con parole sue.

  1. L'assistente cerca nell'archivio ufficiale delle norme interne, solo tra i documenti in vigore alla data di oggi.
  2. Risponde in quattro o cinque righe, in italiano semplice.
  3. Sotto la risposta mostra il paragrafo esatto della circolare, con numero, titolo e data di entrata in vigore.
  4. Se una versione più recente è già pubblicata ma non ancora in vigore, lo segnala con la data.
  5. Se la domanda tocca due regole, le cita entrambe e dice quale prevale secondo il testo.

Dove si ferma e chiede. Se nei documenti la risposta non c'è, l'assistente lo dice con chiarezza: «Nelle circolari in vigore non trovo una regola per questo caso». Poi apre una richiesta scritta all'ufficio normativa, con la domanda di Giulia e i documenti che ha consultato. Non inventa una risposta plausibile. Se la domanda contiene il nome o i dati di un cliente, la rifiuta e chiede di riformularla senza.

Cosa resta alle persone. Giulia decide come procedere con la cliente. Stefano e i colleghi rispondono alle domande vere, quelle che i documenti non coprono. Ogni risposta ha un pulsante «non è corretta»: l'ufficio vede in un cruscotto quali paragrafi generano dubbi e li riscrive alla fonte.

Lo stesso metodo vale per i manuali dei prodotti e per le procedure di sicurezza delle filiali: vedete cosa possiamo rifare.

Una giornata, prima e dopo

Stefano, responsabile dell'ufficio normativa, un giovedì di fine mese.

OraPrimaDopo
8:30PrimaTrova 23 mail arrivate dalle filiali la sera prima. Comincia a rispondere dalla più vecchia.DopoTrova 4 richieste scritte a cui l'archivio non ha risposto. Ognuna ha la domanda e i documenti consultati.
9:30PrimaIl telefono squilla ogni quattro minuti. Due domande sulla stessa delega a conto cointestato.DopoRisponde alla prima richiesta: il caso non era coperto. Annota di scrivere una regola nuova.
11:00PrimaCerca in tre cartelle la versione giusta della procedura sui depositi a risparmio.DopoLegge le 12 segnalazioni «non è corretta» della settimana. Otto riguardano lo stesso paragrafo.
12:30PrimaPausa saltata: una filiale ha un cliente allo sportello e aspetta in linea.DopoRiscrive quel paragrafo in modo più chiaro e lo manda in approvazione alla conformità.
15:00PrimaAncora telefonate. Le mail del mattino sono a metà.DopoPrepara con i colleghi la circolare di fine mese sulle nuove soglie interne di firma.
17:30PrimaUndici mail restano senza risposta fino a domani.DopoNessuna richiesta aperta. Controlla il cruscotto: la delega a conto cointestato non genera più dubbi.

Numeri attesi

Il beneficio che l'ufficio sente per primo non è nei numeri: è sapere quali regole nessuno capisce, e poterle riscrivere.

Stima, non garanzia: 70–85% delle domande interne risolte con la fonte, senza contattare l'ufficio normativa; da novanta telefonate a 15–25 richieste scritte al giorno; tempo di risposta in filiale da alcune ore a meno di un minuto.

Le stime derivano dalla nostra esperienza sui sistemi in produzione e dai valori tipici del settore; il valore reale si misura con il pilota, caso per caso.

Una regola vale per costruzione: se non c'è la fonte, non c'è la risposta. L'assistente non risponde «a memoria».

Sistema in produzione

In produzione

In un sistema in produzione, in un altro settore, 3,6 milioni di passaggi di testo giuridico sono ricercabili con la fonte, sui server del cliente. È la stessa tecnologia che qui cita il paragrafo della circolare.

Cosa può andare storto: i rischi e come li gestiamo

RischioCome lo gestiamo
Risposta basata su una circolare superataL'assistente legge solo l'archivio ufficiale, con le date di validità. Le copie nelle cartelle condivise non contano. Avvisa se esiste una versione successiva.
Un documento riservato letto da chi non deveI permessi sono quelli del vostro archivio: chi non vede un documento non ne vede nemmeno la risposta.
Risposta corretta ma incompletaIl paragrafo citato è sempre visibile per intero, con il link al documento. Le segnalazioni «non è corretta» arrivano all'ufficio normativa.
Dati di clienti scritti nelle domandeL'assistente riconosce nomi, codici fiscali e numeri di conto, rifiuta la domanda e spiega perché. Nel registro restano solo domande senza dati personali.

Le regole che valgono qui

  • Disposizioni di vigilanza di Banca d'Italia sul sistema dei controlli interni: le procedure devono essere scritte, aggiornate e conosciute da chi le applica. Un assistente con la fonte aiuta a farle arrivare allo sportello. Non cambia chi le scrive e chi le approva.
  • AI Act: anche un assistente interno si presenta come AI. Non prende decisioni sui clienti, quindi di norma non rientra negli usi ad alto rischio; l'inquadramento si verifica comunque all'avvio.
  • DORA, il regolamento europeo sulla resilienza operativa digitale: il fornitore dell'assistente entra nel registro dei fornitori tecnologici della banca.
  • GDPR, la legge europea sulla privacy: le domande non devono contenere dati di clienti; il registro delle domande si conserva per i tempi decisi dalla banca.

Non è un parere legale: è la traccia per parlarne con la funzione di conformità.

Come si parte

  1. 1

    Due settimane per collegare l'archivio ufficiale in sola lettura e raccogliere 200 domande vere dell'ufficio normativa, con la risposta giusta scritta da Stefano e dai colleghi.

  2. 2

    Sei settimane di pilota in dieci filiali. Si misurano la quota di risposte con fonte corretta, verificata dall'ufficio su un campione, le telefonate all'ufficio e il tempo di risposta.

  3. 3

    Decisione: estendere a tutte le filiali, correggere l'archivio dove serve, oppure fermarsi.

Demo collegata

Nella demo Documenti scegliete il fascicolo «Regolamento interno di prova»: fate una domanda e vedete la risposta con il paragrafo citato. I testi sono inventati. Tutte le demo

Per il responsabile IT e la sicurezza
DomandaRisposta
Da dove leggeConnettore in sola lettura verso il DMS (sistema di gestione documentale) o l'archivio normativo ufficiale, con metadati di validità. Indicizzazione incrementale a ogni pubblicazione, senza copie fuori dal perimetro.
Come funziona la citazioneRAG con ricerca ibrida, per parole e per significato. La risposta si genera solo dai chunk recuperati; senza fonte sopra soglia, nessuna risposta.
Chi vede cosaACL ereditate dal DMS e verificate a ogni interrogazione. Accesso via SSO (accesso unico con le credenziali aziendali); log delle domande senza dati personali.
Filtro dati clientiRiconoscimento di nomi, codici fiscali, IBAN e numeri di rapporto prima dell'invio al modello; la domanda viene bloccata e non registrata.
Quali modelliLLM ospitato on-premise o in UE, scelto sulle 200 domande di prova. Nessun fine-tuning; il modello si sostituisce senza rifare l'archivio.