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Scenario: movimenti anomali in coda, senza bloccare nessuno

Gli avvisi antiriciclaggio arrivano ordinati, con il motivo scritto e il profilo del cliente accanto. Decide sempre una persona.

La situazione

Una banca con 120 filiali e circa 400.000 clienti usa da anni un programma di monitoraggio delle transazioni. Le sue regole sono semplici: versamenti in contanti ripetuti, bonifici verso paesi considerati a rischio, movimenti lontani dal profilo dichiarato all'apertura del conto. Ogni giorno escono tra 300 e 400 avvisi. Il numero cresce ogni volta che la banca aggiunge una regola.

Davide coordina i cinque analisti dell'ufficio antiriciclaggio. Ogni avviso richiede gli stessi passi: aprire la scheda del cliente, leggere l'ultima adeguata verifica, scorrere sei mesi di movimenti, controllare se lo stesso cliente ha già avuto avvisi, scrivere una nota di chiusura. Venti minuti, anche per il caso più banale.

E i casi banali sono la maggioranza. La tredicesima accreditata insieme allo stipendio. Il bonifico per il rogito, che supera di molto la media del cliente. L'artigiano che versa gli incassi del mercato ogni sabato. Gli analisti li chiudono uno per uno, nell'ordine in cui arrivano. Il caso vero, magari un conto usato come passaggio per soldi di altri, aspetta tre giorni in coda.

Davide non vuole un sistema che decida. Vuole che il tempo dei suoi analisti vada dove serve.

C'è anche un problema di memoria. Un analista che chiude cento avvisi simili in una settimana finisce per scrivere note tutte uguali. Un ispettore che ne legge dieci non capisce su cosa si è basata la decisione. E quando lo stesso cliente torna in coda dopo tre mesi, nessuno ricorda cosa era stato visto la volta prima.

Cosa cambia

Gli avvisi continuano a nascere dalle regole della banca. L'assistente lavora dopo, su ogni avviso:

  1. Raccoglie in una scheda il profilo del cliente, l'ultima adeguata verifica, i movimenti del periodo e gli avvisi precedenti.
  2. Confronta il movimento con la storia del cliente: è già successo? A date regolari? Con la stessa controparte?
  3. Scrive in chiaro i motivi di attenzione e i motivi che lo rendono comprensibile. Per esempio: «importo quattro volte la media, ma il cliente ha dichiarato l'acquisto di una casa e la controparte è uno studio notarile».
  4. Mette la coda in ordine: prima gli avvisi con più motivi di attenzione, poi gli altri. Nessun avviso sparisce dalla coda.
  5. Prepara una bozza di nota di chiusura che l'analista può usare, cambiare o buttare.
  6. Conserva la storia di ogni cliente: se torna in coda, la scheda riporta gli avvisi passati e le note scritte allora.

Dove si ferma e chiede. Il sistema non chiude mai un avviso da solo. Non blocca un'operazione, non limita un conto, non cambia il profilo di rischio del cliente. Quando i dati sono insufficienti, per esempio un'adeguata verifica scaduta, lo scrive in testa alla scheda. L'analista decide se chiedere un aggiornamento alla filiale.

Cosa resta alle persone. L'analista valuta ogni avviso e decide se archiviarlo o passarlo al responsabile delle segnalazioni. La segnalazione di operazione sospetta alla UIF, l'Unità di informazione finanziaria per l'Italia, la decide sempre una persona incaricata. Il sistema non scrive nulla al cliente e alla filiale sull'analisi in corso.

Lo stesso metodo vale per le frodi sulle carte e per i controlli sulle operazioni in contanti: vedete cosa possiamo rifare.

Una giornata, prima e dopo

Davide, un lunedì, con gli avvisi del fine settimana in coda.

OraPrimaDopo
8:00PrimaIn coda ci sono 610 avvisi. Li divide tra gli analisti in ordine di arrivo.DopoIn coda ci sono 610 avvisi, già ordinati. In cima 35 hanno tre o più motivi di attenzione.
9:00PrimaIl primo analista apre la prima scheda: tredicesima e stipendio insieme. Venti minuti per chiuderla.DopoGli analisti partono dai 35 casi in cima. Ogni scheda ha profilo, movimenti e motivi già raccolti.
11:00PrimaUna filiale chiede notizie di un cliente. Davide cerca il suo avviso: è al numero 480.DopoUn analista trova un conto che riceve bonifici da molte persone e li gira all'estero. Lo passa a Davide.
14:00PrimaGli analisti hanno chiuso 90 avvisi. Quasi tutti innocui.DopoDavide rilegge il caso con le carte in mano e lo porta al responsabile delle segnalazioni.
16:00PrimaIl conto usato come passaggio è ancora in fondo alla coda, non ancora visto.DopoGli analisti rivedono i casi meno urgenti, confermando o correggendo le bozze di nota.
18:00PrimaRestano 520 avvisi. Il fine settimana successivo ne porterà altri.DopoRestano 380 avvisi, tutti a bassa attenzione. I casi seri del giorno sono stati visti tutti.

Numeri attesi

Stima, non garanzia: 40–60% di tempo in meno per la preparazione di ogni scheda; casi con più motivi di attenzione visti entro la giornata nell'85–95% dei giorni; 30–50% del tempo degli analisti spostato dai casi innocui a quelli seri.

Le stime derivano dalla nostra esperienza sui sistemi in produzione e dai valori tipici del settore; il valore reale si misura con il pilota, caso per caso.

Le stime non includono una riduzione degli avvisi: quella dipende dalle regole della banca, che il sistema non tocca.

Cosa può andare storto: i rischi e come li gestiamo

RischioCome lo gestiamo
Un caso serio finisce in fondo alla codaNessun avviso viene chiuso o nascosto. Ogni settimana un analista rivede un campione di casi a bassa attenzione, e i risultati correggono l'ordine.
Il cliente capisce di essere sotto analisiIl sistema non manda messaggi a clienti o filiali. L'accesso alle schede è ristretto all'ufficio antiriciclaggio.
La nota del sistema viene firmata senza leggerlaLa bozza va modificata o confermata esplicitamente. Il registro mostra quante bozze sono state accettate senza cambi, e Davide lo controlla.
Il motivo scritto è sbagliatoOgni motivo rimanda al movimento o al documento da cui nasce. L'analista lo verifica in un clic.

Le regole che valgono qui

  • Antiriciclaggio (decreto legislativo 231/2007): l'adeguata verifica e il controllo costante del rapporto restano obblighi della banca. Il sistema aiuta a leggere i dati, non sostituisce la valutazione.
  • Segnalazione alla UIF: la decide una persona, con le procedure interne della banca. È vietato far sapere al cliente, o a terzi, che una segnalazione è stata fatta o è in corso.
  • AI Act: i sistemi usati per individuare frodi finanziarie sono esclusi dalla voce ad alto rischio sul merito creditizio. Un sistema di supporto all'antiriciclaggio va comunque inquadrato caso per caso, con supervisione umana e registro.
  • GDPR: dati di movimenti e profili sono personali e delicati. Accessi ristretti, conservazione secondo le regole antiriciclaggio, nessun uso per altri scopi.
  • Vigilanza di Banca d'Italia: gli strumenti che la banca usa per i controlli devono essere documentati e spiegabili a un ispettore.

Non è un parere legale: va letto insieme al vostro responsabile antiriciclaggio.

Come si parte

  1. 1

    Tre settimane con l'ufficio antiriciclaggio e i sistemi informativi: regole di monitoraggio, esiti degli avvisi degli ultimi mesi, campi della scheda cliente.

  2. 2

    Otto settimane di pilota in parallelo: la coda ordinata affianca quella di oggi, senza sostituirla. Si misurano il tempo per scheda, la posizione dei casi poi passati al responsabile e la qualità delle bozze di nota.

  3. 3

    Decisione con il responsabile antiriciclaggio: adottare la coda ordinata, correggerla o fermarsi.

Demo collegata

Nella demo del lavoro interno seguite una pratica inventata: arriva, viene preparata, aspetta l'approvazione di una persona e finisce nel registro. È lo stesso schema della coda antiriciclaggio. Aprite la demo

Per il responsabile IT e la sicurezza
DomandaRisposta
Da dove arrivano gli avvisiLettura degli alert dal sistema di transaction monitoring esistente e dei dati KYC dall'anagrafe. Nessuna modifica alle regole di generazione degli alert.
Può agire sui contiNo. Nessuna connessione verso core banking in scrittura, nessuna funzione di blocco o limitazione. Solo lettura e scrittura della propria coda.
Chi vede le schedeAccesso limitato al ruolo AML via SSO (accesso unico con le credenziali aziendali) e gruppi dedicati. Audit trail di ogni apertura, modifica e chiusura, esportabile verso il SIEM (sistema di raccolta degli eventi di sicurezza).
Come si spiega l'ordinePunteggio composto da motivi espliciti e tracciabili, ciascuno collegato al dato di origine. Nessun modello opaco per l'ordinamento.
Dove girano i datiOn-premise o in UE con chiavi della banca. Nessun dato di movimento verso servizi esterni per addestramento.
Riferimentid.lgs. 231/2007 e provvedimenti di Banca d'Italia e UIF; AI Act (Reg. UE 2024/1689); GDPR; DORA per il fornitore.